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Chuck Berry al Summer Jamboree!

scritto da Arianna di Privalia (6 agosto 2010)

Vi abbiamo visti tutti molto interessati al festival Summer Jamboree e ai balli dell’ America anni ’40 così abbiamo deciso di pubblicare un commento di un nostro lettore!

Una piccola storia di vita che ha come protagonista Chuck Berry, che stasera potrete ascoltare a Senigallia…per quelli che ci saranno...ROCK THE NIGHT!

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Consiglio di vedere il film “Hail Hail, Rock’n’roll”. Esiste anche un’autobiografia ma il film puo’ gia’ dare un’ “infarinata”. Capisco che un giovane non possa conoscere Berry. A Berry in fondo, la fama non e’ mai interessata.

Sono daccordo: Chuck Berry e’ il rock’n’roll.

Solo che ha avuto la fortunae il talento di invecchiare. Elvis era il re, ma faceva il rock’n’roll. Alice Cooper e tanti pagliacci facevano rock’n’roll. Chuck Berry invece incarnava il rock’n’roll. Il rock’n’roll e’ quella smania che prese, in musica, la generazione post bellica. La ribellione. Rebels without cause. James Dean recitava il rock’n’roll. Chuck no. Chuck prese una pistola e parti’ per la route 66 alla scoperta dell’America. Fortuna volle, che nel sud di allora, si fece solo tre anni di riformatorio. Fini’ in galera la seconda volta per un discusso fatto con una minorenne. Il giudice (imparziale) lo appellava con il termine: questo negro! Nessuno penso’ mai che Elvis aveva sposato una bambina di 14 anni.

Chuck Berry e’ stato anche un grande professionista, fedele alla sua linea: se non mi pagate, non suono. Si dice che rifiuto’ pure Woodstoock. Rifiuto’ sempre i gruppi (ed infatti la droga li decimo o sciolse quasi tutti). Gira per il mondo, a 83 anni, solo con la chitarra. Arriva in un posto, mette il jack nell’amplificatore, e la band conosce tutte le sue canzoni (anche se pensano che siano di Elvis, dei Rolling o dei Beatles).

Ma forse il vero Chuck Berry lo ritroviamo sotto il tavolo di casa sua, quando bambino doveva far ridere i membri della chiesa, perche’ la palla finita sotto, lo faceva camminare con una buffa camminata ad anatra (definita poi duckwalk). O quando la sorella piu’ grande monopolizzava il pianoforte con la musica classica e lui gli faceva i dispetti (non dico quali) per suonare il Boogie. Cosi’ nacque “Roll over Beethoven”.
E poi la leggenda dice che fosse nato in Goode Street e quando passo’ da New Orleans dove i suoi antenati vennero venduti come schiavi, penso di scrivere la storiella di Johnny B. Goode. Solo che, per non disturbare troppo, scrisse che quest’ultimo era un “country boy” e non un “coloured boy”.

Come ha scritto un italiano su un libro: Johnny B. Goode e’ stata mandata in orbita con il VOYAGER come esempio di musica americana per un’eventuale contatto con gli alieni.

E chissamai’, che in qualche lontana galassia -gia’ oggi- non ci sia un giovane alieno, seduto nella stanza che canta a squarciagola “Go, Johnny, Go!”, mentre sogna il suo nome inciso sui caratteri luminosi?

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L'Autore
Arianna di Privalia

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