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Cinema in Villa: La pelle che abito, ovvero Almodovar VS se stesso.

scritto da Privalia (7 ottobre 2011)

Si dice arrivi un momento in cui ogni Bravo (si si con la B maiuscola) regista senta il bisogno di rinnovarsi. Per far tacere tutte quelle voci abbastanza insistenti che, nonostante i vari apprezzamenti anche a livello internazionale, sostengano che il Bravo regista in questione faccia da sempre lo stesso film. Accadeva con Hitchcock, accade con Alllen. Il buon Pedro non è esente da questo tipo di critiche.

privalia-almodovarPer nulla profeta in patria , tre quarti della Spagna non lo apprezza accusandolo di fare un ritratto del Paese fuorviante e che si discosti totalmente dalla realtà. Allora il Bravo regista prende un libro, che tratta un tema molto delicato. Chirurgia estetica, biogenetica, bioetica, sangue, amore, morte.  Ne trae una sceneggiatura, dalla quale ne crea un film. Diventa un meccanismo, elegante e sofisticato. Un universo a tratti Almodovariano. Ma a tratti anche no. E qui il Bravo regista commette l’errore, l’errore di credere di potersi rinnovare essendo comunque sempre se stesso. Mettere un attore come Banderas (pensavo ormai doppiasse solo il gatto di Shrek), impomatato e con sopracciglio perennemente alzato e farlo giocare al Dottor Morte non funziona. Funzionano alcuni elementi propri stilistici che lui il Bravo regista fa uscire mescolandoli sapientemente. Ma sono luci a intermittenza. La pelle che abita Almodovar è quella del regista che descrive perfettamente le situazioni popolari del suo Paese. Te ne accorgi quando una domenica qualunque ti trovi per caso in Plaza de la Reina a Valencia e vedi delle persone fuori dalla Cattedrale, dopo la messa. Guardi i vestiti, osservi come parlano, tutte le signore e le giovani donne con ventagli in mano e tailleur dai colori sgargianti e pensi “ sono in un film di Almodovar”. Attendo con ansia il biopic su Mina. Attendiamo che il Bravo regista rientri nella pelle che abita. Il film è consigliato ma senza attendersi troppo. I fans di Almodovar lo apprezzeranno a metà, i detrattori del regista può darsi che lo apprezzeranno per intero.

CURIOSITA’

Dato ciò che sta succedendo con Wikipedia in questi giorni mi permetto di fare le loro veci. Banderas, novello Dr. Frankenstein è doppiato anche in lingua originale, dato il suo forte accento andaluso (ovvero reciterebbe come Ricky Menphis); sicchè oltre alla totale inespressività lo si ritrova ad avere questa voce super impostata. Ricordate Troy Mclure nei Simpson?…ecco.Il personaggio femminile doveva essere interpretato da Penelope Cruz che all’ultimo rifiutò per girare Pirati dei Caraibi 4. Bhè d’altronde voi rifiutereste un vis à vis con Jack Sparrow?

Sig.na in VILLA

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