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Privalia al cinema: Romanzo di una strage

scritto da Privalia (6 aprile 2012)

Ero molto combattuta su cosa andare a vedere. Ci sono talmente tante uscite interessanti ultimamente che è davvero dura scegliere tra rivedere la versione tridimensionale di cicciobombo Di Caprio mentre affoga lentamente in acque gelate; “Julia Roberts nel ruolo di Julia Roberts” cit.  (è da Pretty Woman che non smette di sorridere….era il 1990) vs quella gran Phiga della figlia di Phil Collins (esiste una cosa chiamata estetista….le sopracciglia così non vanno più di moda da quando tuo padre suonava ancora nei Genesis). Il tutto in un film su Biancaneve che si chiama Mirror Mirror (GE-NIA-LE) in cui i costumi li ha fatti quella di Paint your life; la Littizzetto in un film in cui scopre che il figlio ce l’ha lungo e un film a caso dei Vanzina (ahò, anvedi sto fijo de na…,prooot, prrrrr, chettelaseiscopatalamojedequellolà, anfameeeeee etc etc).

Così decido di uccidere definitivamente la mia coscienza patriottica (nel caso io ne abbia mai avuta una). Se non esistessero i segreti forse non esisterebbero gli Stati. Marco Tullio Giordana racconta uno dei fatti più bui della recente storia italiana, la strage di Piazza Fontana, avvenuta a Milano il 12 dicembre del 1969, in modo magistrale e con una dovizia di particolari storici assoluta. Non credo sia un film che tutti possano comprendere ma credo sia un film per tutti. Significa che è uno spaccato di storia che tutti dovremmo condividere culturalmente. E’ un film alla collettività. Non ci sono prese di posizione ci sono solo i fatti. Mastandrea è bravo a fare il poliziotto tormentato dall’essere comunque uomo di stato; Favino è bravissimo nell’interpretare l’anarchico Pinelli ma ha una pecca, l’accento milanese non lo sa fare. Laura Chiatti è Laura Chiatti, assolutamente inutile ai fini di qualsiasi film. Tutto il cast è un meccanismo svizzero che funziona alla perfezione.

Il resto non devo raccontarlo io, è una pagina strappata dai libri di storia moderna. Concepisco il voler andare al cinema e appoggiare il cervello sul sedile di fianco insieme alla giacca, dopo una giornata di lavoro e magari di merda, ci sta; però, a volte, è utile tenere acceso anche il grillo parlante che c’è in tutti noi. Perché noi siamo esseri umani che vivono in una società, con delle regole, in mezzo ad altre persone, in uno Stato a cui dobbiamo fare capo. E stiamo vivendo ora. Per capire il presente basta solo conoscere il proprio passato. La storia insegna sempre, è ciclica; l’essere umano di per sé è recidivo e soprattutto non è mai al di sopra delle parti, perché la giustizia esiste nella misura data dall’uomo che è imperfetto. E in tempi come questi forse questo film serve a dare una scossa alle coscienze civili di ognuno di noi.Perché sembra che da quel 1969 non sia cambiato poi così tanto.

E’ buffo come già due film che parlano di storia italiana recente abbiano come prima parola nel titolo ROMANZO. Non so se è una coincidenza, è puro esercizio stilistico oppure è volutamente così ma sta di fatto che il romanzo in qualche modo riconduce a qualcosa di inventato, perciò non di veritiero.


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