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Diario di bordo#5: Una mattina normale

scritto da Arianna di Privalia (9 Dicembre 2010)

Sono le 6:30 del mattino e il sole è sorto già da un po’. Lubumbashi ci chiama. Siamo in 10 a vivere in una casa di 80 mq quindi bisogna organizzarsi bene. Ogni mattina due persone preparano la colazione mentre la maggior parte di noi mette a posto. Dato che non c’è acqua corrente io ho il compito di riempire i galloni. Farsi una doccia con l’acqua gelata è rigenerante e attiva la circolazione e la mente! Nella sala da pranzo abbiamo una valigia dove conserviamo le provviste. Normalmente pane e pasta. La mia colazione tipica è una tazza di tè e un pezzo di pane. Qui il pane è davvero buono. Il mio preferito è quello che fa in casa una signora di Mose grazie al programma di microcredito di Amka, ma di questo parleremo più avanti.

Alle 8:30 siamo tutti pronti e saliamo in macchina. Siamo in 14 dentro una Toyota Land Cruiser. Un po’ stretti però si sa che il “contatto” genera l’affetto e in quest’auto il contatto non ci manca e l’affetto nemmeno. Arriviamo a Kanyaka dove si trova il nostro centro operativo. Qui comincia il meraviglioso paesaggio multicolore di Lubumbashi. Il viaggio dura circa 45 minuti. Puro spettacolo. Le strade sono a malapena asfaltate, la gente è in ogni dove vestita in modo molto colorato, venditori ambulanti  offrono pesce, carne, divani ,televisori e scarpe usate… furgoni e taxi che fanno da autobus…una vita molto frenetica già dalle prime ore del mattino. La città avanza dentro un caos apparente. Usciamo da Lubumbashi e passiamo davanti ad una grande fattoria di cobalto. Uno dei simboli del paese. Questo minerale è infatti riprodotto anche sulle banconote e sulle monete. Il Congo è un paese molto ricco in minerali, però il governo non è in grado di gestire queste risorse nel giusto modo. Invece di sviluppare una industria locale che esporti tutta questa ricchezza, hanno dato concessioni alle imprese cinesi che la esportano direttamente. Così il governo cinese estrae i minerali con un proprio team di lavoratori e lo invia direttamente alle sue imprese non generando alcuna ricchezza sostenibile per il paese. Surrealista però è quello che succede.

Entriamo , dopo aver pagato il pedaggio , a Kasumbalesa. Questa è una delle autostrade più trafficate, arriva fino al sud della Zambia e da li termina in Sudafrica. Una delle arterie fondamentali dell’Africa. Qui si mescolano grandi camion con piccoli furgoni e uomini che in bicicletta trasportano carbone da una città all’altra. Molto pericoloso, ma trasportare carbone alla città è uno dei  modi, per molte persone, di guadagnare dei soldi. Il paesaggio è molto intenso. Balza subito all’occhio il colore della terra che è di un rosso vivo e in fatti i miei amici italiani la chiamano “la terra rossa”. Sulla destra, in alto ad una collina molta bella, si intravede una casa molto carina con una vista spettacolare. Questa è la casa più bella che ho visto in Congo. E’ la casa di Joseph Kabila, il presidente.

Finalmente alle 9:15 arriviamo a Kanyaka . Un gruppo di piccole case modeste si nota ai lati dell’autostrada. Alcuni dei miei compagni vanno a lezione dai bambini e altri vanno ad aiutare al centro di salute. Io vado con Flavie e Celestine, due amiche di Amka,  a visitare un altro villaggio per il progetto che stiamo portando avanti  e di cui parlerò la prossima settimana. Ci aspetta un altro giorno  di lavoro, emozioni, risate e conoscenza. Grande conoscenza.

JM

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Arianna di Privalia

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