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Diario di bordo#6 : Sono buoni amici

scritto da Arianna di Privalia (24 Dicembre 2010)

Durante la mia permanenza in Congo ho aiutato lo staff Amka a preparare 100 interviste in 10 villaggi diversi. L’idea è nata per capire meglio dove aprire il secondo centro di salute della regione del Katanga.

Amka cerca di migliorare continuamente il servizio offerto alla popolazione.L’obiettivo di queste interviste era capire meglio le abitudini degli abitanti:

Dove vanno a prendere l’acqua, dove vanno quando stanno male, chi si occupa della casa, a quale centro di salute si rivolgono, che tipo di malattie hanno avuto.

Solitamente parlavo con donne sulla trentina che avevano almeno 4-5 figli, e che avevano avuto almeno un’aborto. Queste donne, come in occidente, sono la base della società: si prendono cura della famiglia, della casa e aiutano nei campi.

Nessuno degli abitanti è fornito di luce o di acqua. Pensateci: l’acqua condiziona radicalmente la vita delle persone. Nella maggior parte dei casi le donne camminano anche 15 km cariche di galloni per poter sopravvivere. Nonostante i progetti Amka abbiano previsto e costruito diversi pozzi… non ce ne sono mai abbastanza.

Ogni giorno alle 10 di mattina uscivamo da Kanyaka e ci recavamo verso uno o due villaggi dove fino a sera facevamo visite alle famiglie per le interviste.

Andavo con i miei amici Flavie e Celestine. Abbiamo passato molto tempo insieme e mi hanno raccontato moltissime cose della loro vita. Flavie è congolese, ha 30 anni, è allegra, ha un carattere molto forte ed è una buona oratrice. Mi ha spiegato molte cose della cultura del Congo e soprattutto mi ha spiegato il rapporto tra donna e uomo. Mi ha raccontato che in Congo le donne sono molto attente ai loro mariti, se ne prendono cura in modo quasi eccessivo e questo li ha abituati a non fare quasi nulla in casa :-( . Mi ha anche detto che dopo il matrimonio l’uomo parla sempre per primo e la donna lo deve ascoltare attentamente e che le donne sono solite sposarsi presto e che lei è un’eccezione. Abbiamo parlato di poligamia e Flavie mi ha detto che esiste e che si sta cercando di abolirla. Inoltre mi dice che per i congolesi la famiglia è molto importante. Si incontrano spesso, condividono le piccole gioie, le proprie paure e si aiutono molto l’uno con l’altro. L’ho ascoltata attentamente: Flavioe molto sincera e onesta. Pensa che in Occidente abbiamo troppe cose materiali e che abbiamo perso un po’ dell’ autenticità. Dice che in Occidente viviamo per lavorare mentre in Africa si lavora per sopravvivere. Sono d’accordo anche se mi comporto da perfetto occidentale. Flavie si occupa di sensibilizzare le donne dei villaggi riguardo a molti temi: la sessualità, la cura della familiari, l’alimentazione e in tutti i villaggi la rispettano e la amano molto.

Celestine ha anche lui poco più di 30 anni, è congolese e agronomo. E’ un buon amico. E’ molto simpatico e professionale. In qualsiasi posto andiamo aiuta le persone dei villaggi a migliorare le proprie coltivazioni e a lavorare la terra in modo da ottenere alimenti migliori. Ho riso molto con lui. Si occupa anche di portare avanti una campagna di prevenzione del contagio di Aids che come sappiamo in queste zone è molto diffusa. Parliamo molto di sesso e di come sia importante essere sicuri nonostante i momenti di passione. Questo ovviamente scatena risatine maliziose e piccoli imbarazzi di Flavie che ride ma allo stesso tempo mi rimprovera con lo sguardo.

Celestine ride. Flavie ride. A quel punto rido anche io. Passiamo bene il tempo insieme. Parliamo di tutto dalla società alla cultura al sesso. Sono i miei amici congolesi. Gli voglio bene e rispetto. Sono dei buoni amici.

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L'Autore
Arianna di Privalia

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