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Privalia in musica: Shake It Out – Florence + The Machine

scritto da Privalia (27 febbraio 2012)

Questa è una recensione più che tardiva ma che serve a rendere merito a un pezzo che, fosse per me, sarebbe trasmesso ovunque e sempre. Shake It Out è un brano della band Indie rock Florence + the Machine, pubblicato nel 2011 come primo singolo del loro secondo album Ceremonials. Il brano è un immensa (qualitativamente e artisticamente parlando) elegia musicale pop in chiave gospel, con strumenti inusuali come l’organo, tamburello e campane tubulari a costruire la melodia.

Florence Welch, la front woman della band ha detto di aver scritto e registrato il brano in pochissimo tempo, come a volersi liberare degli strascichi di un’ubriacatura. Il brano, è un inno al nuovo inizio, alla rottura col passato e alla voglia di ricominciare. Di abbandonare il vecchio, il logoro, il distrutto e credere, o meglio “sperare” che ci possano essere nuove occasioni, che non è mai troppo tardi per avviare un nuovo percorso. Una frase del brano dice infatti che “E’ sempre il momento più buio, prima dell’alba” come a voler dire che anche dopo la disperazione più cupa, può esserci un nuovo giorno, un nuovo mattino. Stupende metafore di spettri, dead horses, demoni e cuori da strappare per ricominciare e spari nel buio, si inanellano in un testo mistico, decisamente spirituale e quasi trascendentale per chi riesce a coglierne il messaggio. E’ una canzone che indubbiamente stimola riflessioni e trasforma banalità in profondità, che ruba l’atmosfera dei canti religiosi cattolici per trasformarla in un inno dance alla sopravvivenza emotiva. Il messaggio arriva dritto, forte come un’ondata d’acqua battesimale o meglio ancora come un terremoto, uno scuotersi a cui il titolo fa ripetutamente riferimento, uno scuotersi di dosso i demoni personali, perchè con quelli sulla schiena è impossibile ballare. La critica e il pubblico hanno decisamente colto questo spessore elogiando il brano e regalandogli ottime posizioni in classifica.
Voi, nel vostro quotidiano lunedì mattina provate a pensare a quanto la musica è capace di scavare dentro la nostra coscienza e di come, se solo la si ascolta, invece di sentire e basta, sa parlare al nostro animo.

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