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Intervista all’illustratrice Rosa Puglisi

scritto da Privalia (3 agosto 2011)

Privalia si immerge nel magico mondo di Rosa Puglisi. Si lascia trasportare dal suo Vorticerosa e impara a volare con la fantasia perchè in fondo il lato rosa della vita è uno dei più belli. Grazie Rosa a te la parola.

Come è nata in te la passione per il disegno? e quando hai deciso di diventare un’illustratrice?
Bene cominciamo.
Non ricordo un giorno senza matita e colori da quando ero piccina.
Ho avuto le idee chiare su quello che doveva essere il mio futuro ma avvicinare sogni e realtà non è stato così semplice.
Dopo aver frequentato il corso di Decorazione all’Accademia di Belle Arti di Catania mi sono resa conto che non potevo vivere di sola arte, così ho fatto un corso di art direction a Milano e mi sono tuffata nel mondo della pubblicità. Pur lavorando come Art Director in una grossa agenzia  ho continuato a disegnare, dipingere e sperimentare.
Un giorno la mia collega art buyer Nadia Crosignani mi dice: “ i tuoi disegni  sono proprio belli, perché non fai l’illustratrice ?” io non l’ho pressa sul serio, ormai non ci credevo più. Così mi ha dato il contatto di un agente di illustratori, che a mia sorpresa mi ha mandato dalla photo editor di allora  di  Vanity Fair e lì ho pubblicato i miei primi lavori,  è stata un esperienza bellissima, mi son così divertita e appassionata che ho deciso di voler fare l’illustratrice, di giorno ero l’Art Director Rosa Puglisi,  di notte mi trasformavo in Vorticerosa lo pseudonimo con cui ancora oggi firmo i miei lavori.

C’è qualcuno che ti ha ispirata in particolare o che ti ispira tutt’ora?
Sicuramente l’arte e il pensiero di:  Cy Twombly, Modigliani, il surrealismo, i disegni che mio fratello Marco faceva da bambino e la mia nonna Rosa che non c’è più, ma che non se ne mai andata. Ma la mia principale fonte di ispirazione ad essere sincera è la vita reale.

Le tue illustrazioni raccontano una storia? se si quale?
Più che una storia, nei miei disegni c’è una promessa fatta al futuro. Il futuro è rappresentato da una bimba e i suoi compagni di viaggio sono la nonna, rappresentata con un teschio (le ossa nella simbologia sono l’esperienza, le radici e la forza) e un piccolo smile che la spinge ad andare oltre e a superare gli ostacoli. Questi ultimi anni dal punto di vista socio-politico sono stati molto difficili e per me disegnare questa bimbetta stilizzata è un modo per farmi forza e dare forza, per condividere e confrontare con gli altri le emozioni comuni.

Pensi che la tecnologia abbia danneggiato il vostro mondo?
Non posso fare a meno della tecnologia, ma tante volte vorrei che si fermasse tutto, fare senza fretta (forse perchè ho il sud nel DNA). Comunque non credo che abbia danneggiato il mondo dell’illustrazione, ha dato uno strumento in più, un pennello in più, un’altra tecnica di rappresentazione. L’importante secondo me è non fossilizzarsi solo nel digitale. La parte bella del nostro mestiere è proprio quella di inventare, sperimentare sempre, di essere curiosi… bisogna anche pasticciare e sporcarsi un po’, anzi lo consiglio a tutti, perché fa proprio bene all’anima.

Quanto è difficile per un’illustratore farsi strada nel mercato?
In Italia purtroppo non c’è il culto dell’illustrazione. Sono poche le case editrici che fanno ricerca, le riviste che utilizzano illustrazioni, perchè attira di più il viso di un vip, di solito se cercano illustratori vogliono stili e mode già digerite dal mondo, e se sei particolare ti dicono di rivolgerti all’estero perché l’Italia non capisce. Per questo bisogna essere determinati, disegnare  e sperimentare sempre per cercare un proprio linguaggio segnico, che è la cosa di difficili, guardare i più bravi (ma non copiarne lo stile), non abbattersi mai, anche quando si è agonizzanti a terra.  Penso che non basti solo il talento e che ci voglia un enorme forza di volontà per aiutare la fortuna.

Se la tua vita fosse un libro quale sarebbe?
Alice nel paese delle meraviglie .

Se ti chiedessimo di disegnarti come saresti?
Guardare l’allegato. J

Grazie per l’intervista, mi son proprio divertita, a presto.



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