Moda

Parole di burro: intervista a Lavinia Turra

scritto da Privalia (19 ottobre 2011)

la collezione INCONTRO nasce da un’intuizione colta lungo il cammino. E un Incontro reale fra due donne; due conoscitrici delle materie, delle tradizioni e delle segrete alchimie del proprio mestiere. Designer
Lavinia Turra, artista Annalù. Incontro fra arte e moda ad un momento del cammino, che è un ponte sull’idea di una bellezza non mascherata e non mascherante….Così recitava la mostra che ci ha illuminati un po’ di tempo fa e che oggi vi presentiamo un po’ meglio perchè abbiamo avuto modo di intervistare una delle protagoniste. Lasciamo la parola a Lavinia Turra.

Prova a darci una definizione di te stessa.
Innanzitutto distratta.Poi testarda.Quindi passionale.
Sono nata a Bologna, la rossa città della cultura e dell’arte; cresciuta fra donne che tagliavano e cucivano, ho frequentato da bambina antiche sartorie e ho imparato l’amore per questo lavoro. Così, anche se ho fatto le “dovute scuole” ed ho i certificati in regola, non mi piace che mi definiscano stilista: preferisco artigiana. Il mio mestiere nasce e cresce con l’uso delle mani, che considerano, conoscono e trattano non solo i colori e le matite, ma soprattutto i materiali di stoffe e tessuti, adoperando forbici, ago e filo. Arrivo a questo lavoro attraverso un’attrazione e una lunga strada di “connivenze”, “complicità”, assidue partecipazioni e personale studio, legati all’arte, alla pittura, al teatro. E credo che ogni artigiano con un po’ di scrupolo e passione, conosca i continui debiti che il mondo del fare ha contratto e contrae con l’universo dell’arte.

Se la tua immaginazione fosse un viaggio da dove partirebbe per creare l’abito?
Dal sogno cosciente di quando respiro poesia e scopro che è la vita.
Se potesse poi essere anche un viaggio nel tempo in una vecchia sartoria davanti ad un manichino imbottito e con donne esperte  con grembiuli bianchi, metri intorno al collo e spilli sui revers che chiacchierando fra loro aggiustavano un orlo e controllavano la perfezione della caduta di un tessuto sbieco.

Il segreto delle tue collezioni?
Timeless, femminilita’ e cura del dettaglio

Quanta materia onirica e quanta realtà c’è nei tuoi abiti?
Abito è cosa concreta, abitare è respiro, gesto, ricordo, intenzione, desiderio. Quindi, quando progetto, vivo il sogno come realtà e la realtà come sogno… Come dice il poeta, appunto.

Una stilista deve sempre…
Far tornare i conti ed essere puntuale al tè dal cappellaio matto……


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Privalia

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