Moda

Jeans: scegli il tuo modo preferito di indossarli

scritto da Privalia (31 ottobre 2012)

Abbiamo navigato la rete e abbiamo trovato alcuni suggerimenti da darvi circa i vari modi in cui indossare i jeans. Qui vogliamo anche ricordarvi la storia di uno degli indumenti che ha fatto la storia della moda o forse sarebbe più corretto dire che, che ha fatto la storia punto.

L’origine dei blue-jeans si può ricostruire dal nome del capo di abbigliamento più noto e diffuso al mondo. Blu indica il colore, Jeans la città di origine: entrambi i fattori hanno conosciuto nella città di Genova e nel suo porto l’esordio iniziale. La storia del jeans si ripercorre attraverso la produzione di stoffe che soddisfacevano le esigenze di larghe masse di popolazione, denominate genericamente “fustagni”. L’origine dei blue-jeans si può ricostruire dal nome del capo di abbigliamento più noto e diffuso al mondo.
Blu indica il colore, Jeans la città di origine: entrambi i fattori hanno conosciuto nella città di Genova e nel suo porto l’esordio iniziale. La storia del jeans si ripercorre attraverso la produzione di stoffe che soddisfacevano le esigenze di larghe masse di popolazione, denominate genericamente “fustagni”. Questi nel Medio Evo designavano tessuti di cotone misti a lana o lino che, con il passare degli anni, si codificano in una struttura con trama di cotone e ordito di lino. Gli addetti alla lavorazione erano contadini reclutati nelle campagne non iscritti a corporazioni ma dediti alla tessitura nei periodi di pausa dal lavoro nei campi. Il tessuto è simile al Denim (di Nimes), ha infatti la stessa armatura a saia o levantina (linee diagonali, dritto diverso dal rovescio) ma è più leggero.

Nasce a Genova. Si tratta di un tipo di fustagno molto resistente e leggero, appunto di Gènes (Genova in francese), detto jean o jeane. è già presente sul mercato europeo sin dalla fine del Medio Evo, mentre la sua trasformazione in pantalone da lavoro è da far risalire all’800, quando viene utilizzato per gli scaricatori del porto.

Però, è solo a partire dal 1850 che il termine jeans viene utilizzato per identificare non il tessuto ma un determinato modello di pantaloni. Infatti, a San Francisco Levi Strauss, insieme al socio Jacob David Youphes, lancia un modello di pantaloni, resistenti, con cinque tasche, per i cercatori d’oro. Dopo circa un secolo, dagli anni ’40 del ‘900, i jeans diventano, prima negli Stati Uniti e poi in Europa un capo di moda.  Alla fine degli anni ’60, durante l’esplosione del movimento hippy, sono il denominatore comune della ribellione, del non vestirsi. Con il passare dei decenni il jeans si trasforma nei modelli e nelle lavorazioni, seguendo più i dettami passeggeri della fantasia degli stilisti piuttosto che le ideologie politiche. Oltre agli storici Levi’s, altre due aziende produttrici di jeans rappresentano l’identificazione tra un marchio e un capo d’abbigliamento: Lee e Wrangler.  Gli anni Novanta, però, interrompono temporaneamente la vertiginosa scalata dei jeans, perché non li esaltano più come oggetto di culto, ma anzi ne manifestano l’esigenza di novità ed originalità. Molte fabbriche addirittura dovettero chiudere e la Levi’s rischiò il fallimento.

E’ solo nel 2000 che i jeans vengono impreziositi ed entrano a far parte fondamentale delle passerelle degli stilisti più in voga. Il jeans è oggetto di collezione e di appartenenza ad una “tribù” cittadina, dagli skaters ai surfisti, che li vogliono larghi e comodi; dalle sportive a quelle di tendenza, che li vogliono stretti e magari elasticizzati. I jeans fanno ormai parte della nostra vita e del nostro modo di lavorare e di mostrarci agli altri, sono entrati a far parte della tappezzeria e dell’arredamento della nostra casa; realizzati con il jeans troviamo capi di biancheria e dei costumi, delle scarpe, degli accessori, ecc.

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