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Diario di bordo#2: Lubumbashi

scritto da Arianna di Privalia (16 novembre 2010)

Eccoci di nuovo con la seconda puntata del nostro viaggio in Congo. JM ci parla della città e noi siamo pronti ad ascoltarlo.

Il 3 di Agosto, dopo 10 ore di volo, sono arrivato a Lubumbashi estremamente felice, molto curioso e con un po’ di riguardo. A dir la verità stavo rischiando di non arrivare dato che l’aereo ha fatto scalo in Malawi ed io ero convinto di essere già arrivato a Lubumbashi… menomale che l’aeroporto era piccolo e sono riuscito a riprendere il volo con facilità. All’atterraggio mi aspettava Manu, la responsabile del nostro gruppo di lavoro in Congo.

Lubumbashi è la seconda città più importante del paese, conta 1,5 milioni di abitanti è si trova nel sud, vicino alla Zambia, in un territorio abbastanza ricco grazie alla presenza di minerali.

Appena uscito dall’aeroporto la mia attenzione è stata catturata dal paesaggio molto arido che coincide con la fine della stagione secca. Durante il tragitto siamo passati per una zona di case dell’ epoca coloniale che al tempo dovevano essere state molto belle. Sicuramente una delle poche prove interessanti del colonialismo belga.

Appena entrati in città siamo stati travolti dai colori e dall’atmosfera super attiva. Tanta gente in ogni dove, il clima caotico, ma allo stesso tempo molto intenso. Tutto molto allegro, molto vivo. Non ci sono molti negozi, così come li intendiamo in Europa. Ci sono però molti mercati, dove si vende di tutto: carne, frutta, pesce, vestiti,scarpe, stoffe e divani… una bella foto multicolor!

I bambini giocano a calcio per strada. Per fortuna che i bambini rimangono bambini in ogni luogo. Devo dire che la città è molto sporca, la maggior parte delle strade non sono asfaltate, a malapena ci sono infrastrutture. sembra fantascienza.Ti rendi conto del “troppo” che abbiamo in occidente.

Finalmente abbiamo raggiunto la casa e l’ufficio, che a dir la verità sono la stessa cosa. La nostra abiazione si trova nel mezzo di Lubumbashi in una zona abbastanza tranquilla. La casa è uguale a tutte le altre case che la circondano, modesta e funzionale. Quando dico funzionale intendo una casa funzionale del centro di Lubumbashi, il che sottintende, senza acqua corrente e con la luce che funziona due giorni sì e uno no. Però è tranquilla e confortevole con un piccolo giardino dove poter leggere nei pochi attimi di relax: Manu mi ha spiegato che è un luogo comune a tutte le case.
Vivevo con altri 9 volontari… lìorganizzazione era fondamentale! Le mie doti culinarie lasciano molto a desiderare quindi ho deciso di dare una mano lavando i piatti e con il rifornimento d’acqua.
Gli altri volontari erano tutti italiani…  ero sicuro che avremmo mangiato bene!

Un primo giorno intenso e ricco di sensazioni. Sono andato a dormire ancora frastornato dalle emozioni. Non vedevo l’ora di visitare il centro di salute di Kanyaka, di conoscere i bambini e altre persone di Amka Katanga,  ho ancora voglia di fare molto e di assorbire molto. Come mi ha detto un caro amico prima di partire, in queste esperienze ricevi sempre di più di quello che dai.

Ora posso dire che è davvero così!

JM

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Arianna di Privalia

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