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Parole di burro: intervista all’artista Manuel Marzari e alle sue biciclette

scritto da Privalia (16 Novembre 2011)

Privalia va alla ricerca di quello che prima era oggetto e poi si è trasformato in arte. Manuel Marzari ci condurrà con le sue parole in un viaggio che parte dalla soffita e si sviluppa nella vita di tutti giorni. Ascoltiamo la sua vita sinonimo di scultura e la sua scultura sinonimo di vita.

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Smontare per poi ricostruire, come leghi queste due passioni?
Fin da bimbo mi incuriosiva il contenuto di ogni piccolo giocattolo, mi appassionavano le costruzioni di ogni genere soprattutto se dotate di parti meccaniche… I miei giochi preferiti andavano dal classico lego ai modellini radio telecomandati, dal pongo al compensato… avvitare, smontare per poi ricostruire e rincollare mettendoci la mia fantasia e decontestualizzando qualsiasi parte dal suo iniziale contesto erano la mia passione…direi che è nata in questo modo la mia predilezione allo stravolgimento di forme e funzioni di qualsiasi oggetto…

La bicicletta ha grande importanza nei tuoi lavori. Cosa rappresenta per te?
Innanzitutto è una mia grande passione che oltre a rappresentare uno sfogo salutare, mi permette di immergermi in poco nel bel mezzo della natura… La bicicletta è un mezzo di trasporto sostenibile, un elogio alla lentezza in questo mondo che corre.. L’ho sempre trovato un oggetto di design particolarmente elegante come lo è il movimento di una pedalata, fluida e continua… Per questo prediligo utilizzare per le mie sculture biciclette d’epoca…hanno un sapore che indubbiamente le più moderne mountain bike possono invidiare… Inoltre sono sempre stato attratto dalle ruote…2 o 4 che siano hanno sempre rappresentato l’immagine dell’equilibrio perfetto, del guardare avanti, dell’innovazione…

Quando ti sei avvicinato alla scultura e perché?
Già dai tempi della scuola alberghiera modellavo cioccolato plastico, zucchero, marzapane e prediligevo il lato creativo e decorativo dell’arte pasticcera.
Da lì ho scoperto la mia inclinazione a trasformare artisticamente i materiali più svariati fino ad arrivare ad oggetti dismessi che trovavo in soffitta o tra gli attrezzi da giardino di mio nonno. Tutto ciò che apparentemente non aveva nulla di artistico catturava la mia attenzione e diventava punto di partenza di fantasiose creazioni…

Come viene misurata l’arte oggi?
Purtroppo anche l’arte in tutte le sue espressioni viene oggi inserita nel metro di misura del mercato governato da Pochi critici d’arte, pochi circoli e pochi collezionisti … ma da tanti interessi…poca insomma la libertà apparentemente infinita…

Scolpire è sinonimo di..
dare vita a ciò che non ne ha più, reinventare, caratterizzare…questa domanda mi rievoca la fiaba di tutti i bambini…pinocchio…da un pezzo di legno geppetto crea un bimbo…è proprio questo il senso della scultura secondo me…far rivivere in un assemblaggio di pezzi di biciclette o di ferri vecchi oggetti che vivono nella mia fantasia…

Se Manuel Marzari fosse un’opera d’arte quale sarebbe?
Di sicuro sarebbe un’opera non ancora terminata…in continua trasformazione…

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Privalia

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