Moda

Milano Fashion Week: S/S 2013

scritto da Privalia (25 settembre 2012)

Dopo New York e Londra è stata la volta di Milano che è stata la location della fashion week più attesa . Ad essere sinceri sulle passerelle abbiamo visto poco slancio verso le novità e una gran voglia di ritorno alle origini. Molti brand come Versus, Just Cavalli, Iceberg e Max Mara sono rimasti fedeli alle loro linee guida e hanno lasciato osare a qualcun’altro.
Attesissima la sfilata di Gucci che lancia il nuovo colore dell’estate 2013: il lampone.

Frida Giannini gioca con la semplicità e il color blocking allegro e fresco per una donna aristocratica ma leggera. Leggerezza, trasparenza e impalpabilità sono sicuramente le linee guida che accompagnano la collezione di Alberta Ferretti, assoluta nella sua semplicità e capace di rendere la donna “donna per eccellenza” eterea e fluttuante in abiti dalla consistenza fluida, quasi liquida. La stessa sensibilità e finezza la ritroviamo da Blumarine che veste una ragazza dolce ma mai sdolcinata avvolta in drappeggi e plissettature degne di una principessa. Oltre alla voglia di femminilità ostentata si ritrova anche un ridimensionamento del mood rock, fortissimo per le collezioni a/i e poco considerato nella p/e, (tra le poche eccezioni DSquared2), tanto che un super affezionato del look rocker, Jhon Richmond, presenta delle creazioni decisamente più bon-ton. Tra tutte le sfilate la più attesa è senza dubbio Prada trend setter per eccellenza.
Quest’anno Miuccia ha voluto destabilizzare il suo pubblico proponendo una collezione primavera estate dai tratti cupi e quasi dark fortemente ispirata al mondo nipponico. I colori insolitamente sono ridotti principalmente a tre: nero, bianco e qualche spruzzo di rosso lacca che sembra quasi simboleggiare delle gocce di sangue. Il mood sembra insolitamente fuori stagione, tanto che compaiono in passerella delle pellicce e l’ unico elemento puramente estivo sono i fiori, presenti come unica stampa ma stilizzati al massimo e per nulla romantici.
A riportare ordine dopo il disorientamento proposto da Prada arriva Giorgio Armani che propone asimmetrie delicate e linee decise e pulite e riesce a vestire le modelle di vere e proprie stelle. Nostalgica della swinging London e dei 60’s è la donna Moschino che si veste di contrasti bianchi e neri classici delle ragazze “yé yé “ con abiti A-lin a maxi righe o fantasie che strizzano l’occhio alle stampe di Ken Scott. Un grande ritorno, se di ritorno si può parlare, è quello della designer tedesca Jil Sander tornata alle redini del brand e definitivamente fedele a una moda concettuale e strutturata tipica che punta al minimal e al colore pieno e rigoroso. Ma non abbiamo visto solo rigore e struttura sulle passerelle, anzi abbiamo gustato con gli occhi stampe e pienezza proposte da Antonio Marras con i suoi abiti patchwork, senza dubbio il migliore per quanto riguarda la messa in scena, e Dolce e Gabbana dove abbiamo visto sfilare la Sicilia. L’isola della trinacria è l’essenza vera e assoluta delle creazioni dei due stilisti siculi. Vengono intessuti sugli abiti uno a uno i luoghi comuni siculi con tanto di materiali doc come il midollino originalissimo materiale che trionfa in veste di corpetto o in forma strutturale.


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