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Privalia al cinema – Lulù il vaso di Pandora

scritto da Privalia (27 Gennaio 2012)

‘”In questo viaggio tra i film del passato era inevitabile che si arrivasse alla temutissima tappa del muto. Il modo migliore per convertire i più accaniti adoratori dell’incontinenza verbale su grande schermo, e’ rompere il ghiaccio con un vero e proprio gioiello del cinema anni 20′ : “Lulu’, il vaso di Pandora”.

Il primo a essere colpito dal fascino irresistibile di Lulu’ e’ il regista stesso, Georg Wilhelm  Pabst

che la ruba all’opera teatrale di Frank Wedekind, per farne la protagonista del suo capolavoro, l’innocente tentatrice che con la sua sensualità dirompente rovina la vita a chiunque le si avvicini. La scelta di Louise Brooks come interprete principale rappresenta una rottura con i classici canoni hollywoodiani dell’epoca (scelta felicissima se si pensa che il caschetto nero alla garçonne continua a turbare generazioni di uomini fino a Crepax e oltre) e il stesso film taglia i ponti col passato anche dal punto sociale. La donna si libera di corsetti e bustini così’ come dalle costrizioni della sua epoca ed esprime la propria indipendenza e la propria sessualità fino alla distruzione e anche all’autodistruzione.Fedele alla sua origine teatrale, la pellicola e’ divisa in atti. Il primo si apre in un salotto di Berlino, dove Lulu’ e’ amante del Dr Peter Schon (e di molti altri), amica del figlio di lui, Alwa, e protetta del viscido Schilgoch. Ex fioraia con ambizioni nel varietà, riesce a farsi scritturare come stella della commedia musicale di Alwa e, quindi, a farsi sposare da Schon. Ma in seguito a una colluttazione con Schilgoch, il dottore rimane ucciso e Lulu’ viene accusata dell’omicidio. Quindi fugge insieme ad Alwa, alla contessa Geschwitz, innamorata di lei, e allo stesso Schilgoch. Dopo una serie di tragiche peripezie, arriva a Londra dove, adesca uomini per strada fino al fatale incontro con Jack Lo Squartatore. Le scenografie utilizzate da Pabst hanno il potere di trascinare da una Berlino ruggente a una fumosa Londra fin de siècle. Ma la vera spettacolarità di questo film e’ data dalla straordinaria interpretazione della Brooks, mai forzata, che fonde innocenza ed erotismo, in un perfetto distillato di disarmante intensita’.”

Grazie alla visione in bianco e nero di Jezabel Dove.

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