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Privalia al cinema: Scarface

scritto da Privalia (13 gennaio 2012)

Il mio scopo e’ rispolverare perle cinematografiche quasi dimenticate o sconosciute ai più’, quindi oggi vi propongo…Scarface. Al Pacino, Michelle Pfeiffer, i profughi cubani? …troppo facile! Lo “sfregiato” di cui parlo e’ il protagonista della pellicola di Howard Hawks del 1932 (sonoro, state tranquilli), quello a cui Brian De Palma si e’, non tanto liberamente, ispirato per girare il suo più recente e fortunatissimo film. Tony Camonte è un piccolo malvivente che in breve tempo ascende ai vertici della criminalità organizzata per poi cadere rovinosamente. Basta fare due  (un gangster di origini italiane e una cicatrice inconfondibile) più’ due  (la Chicago del proibizionismo che fa da teatro al massacro di San Valentino) per capire che dietro a questa figura carismatica si nasconde un Al Capone ben poco mimetizzato. Se poi si aggiunge uno sceneggiatore, Ben Hecht, che è anche un ex giornalista, risulta ancora più’ chiaro che la fonte a cui il regista ha attinto e’ la leggenda del più famoso criminale della storia.

scarface-privalia-cinemaUn’atmosfera epica domina il film in tutta la sua durata, anche grazie a una serie di suggestioni illustri: la città e’ una miscela in chiave moderna delle bibliche Sodoma e Gomorra e Camonte e’ in grado di suscitare nello stesso tempo fascino e repulsione, secondo una caratterizzazione del personaggio tipicamente shakespeariana. L’uso particolare delle luci affonda le radici nell’espressionismo tedesco degli anni 20 e sfocia nel simbolismo quando le ombre formano croci che, posandosi sui vari personaggi e sul protagonista stesso, ne sanciscono la morte. Il simbolismo ritorna, venato di sarcasmo, nella scritta “The world is yours” che campeggia sopra il cadavere di Tony Camonte alias Al Capone. Il tutto e’ diluito in una buona dose d’ironia, quella per cui va tutto bene finche’ il protagonista tratta omicidi e rapine come puro business e i problemi iniziano quando entra in campo il fattore emotivo. Vero’ e’ che si tratta di un’emotività morbosa: il rapporto che ha con la sorella sfiora l’incesto e nei confronti dell’amico Guino rivela una probabile omosessualità latente (lascio immaginare cosa succede quando i due si sposano a insaputa di Tony perché vogliono fargli una sorpresa!). Ruggente come gli anni che rappresenta, Scarface e’il vertice estremo di un genere che vorrebbe ma non può più esistere, il Gangster movie, in cui le regole della morale sono rovesciate e si tifa per “i cattivi” o, addirittura, una morale non c’e’ perché cattivi lo sono proprio tutti!

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