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Whitney Houston – I look to you

scritto da Privalia (13 febbraio 2012)

Oggi è un giorno tristissimo per la musica mondiale. E questo è un articolo che avrei preferito di gran lunga non scrivere, ma non ci si puoi mai dire veramente preparati a queste cose.

Il mondo intero piange la scomparsa di Whitney Houston, deceduta ieri all’eta di 48 anni, dopo una carriera e una vita intensissime. Sarebbe fin troppo facile far diventare questo articolo un elenco delle sue hit che nell’arco di svariati decenni hanno scalato classifiche, battuto record o semplicemente ci hanno tenuto compagnia in svariate occasioni.

Come sarebbe troppo facile fare della ipocrita apologia e criticare la sua vita fatta di eccessi e sregolatezze e addossare a questi la colpa di tale insostenibile perdita. L’eredità musicale lasciataci da Whitney è vastissima e ognuno di noi può trovare nel brano che vuole il sentimento che trova giusto condividere. Personalmente, vorrei portare ai vostri occhi le parole presenti in uno dei suoi ultimi singoli, uscito tre anni fa e tratto dall’ultimo album “I look to you” uscito dopo più di dieci anni di mancanza dalle scene per i tragici motivi di dipendenza dalle droghe e conflitti familiari che tutti conosciamo.

Il brano ha segnato il suo ritorno nel mondo della musica portando con se un immenso messaggio di disarmante tristezza ma al tempo stesso di straordinaria e incredibile determinazione. Perché è facile elogiare qualcuno quando ha dato il meglio di se e finché la carriera brilla lucente. Più difficile è riconoscere i propri limiti e non perdere la volontà e la forza di ricominciare, di trovare un nuovo inizio. Di ripresentarsi al mondo e chiedere perdono agli altri e a se stessi prima di tutto. Tale presa di coscienza è possibile solo se ci si da un punto di riferimento, qualcuno a cui affidarsi nei momenti bui. Il posto di quel qualcuno di cui parla la canzone ampliando genericamente il messaggio può essere occupato da Dio, dalla musica, dal proprio amore o da un amico fidato. Chiunque esso sia diventa il tuo punto di riferimento, il faro nella notte – l’unico che ti salva dal momento in cui, come dice la canzone “stai per perdere il respiro / senza più la forza di combattere / affondando per non risalire mai più / cercando quella porta aperta”. Ecco, mi piace pensare che Whitney sia riuscita anche grazie ai bassi della sua vita a cantare con la sua profondissima voce questa immensa verità, e che sono le realizzazioni come questa a rendere le persone come lei veramente immortali.

Nick

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