Moda

Intervista al blog Zelda Was a Writer

scritto da Privalia (11 Luglio 2011)

Zelda e’ un nome decisamente magico, dentro vi e’ racchiuso un po’ di favola fumettistica (non nascondo una passione) e un pizzico di esotico. In questo blog ci capiti per caso, ma poi ci ritorni, perche’ questo mondo ti rapisce, ti seduce e ti ruba 5 minuti che dopo averli spesi sarete decisamente contente di averlo fatto. Zelda Was a Writer e’ quello che non ti aspetti e, come quando parti per un viaggio senza aspettative, navigandoci dentro te ne innamori, e poi conservi il piacere di un ricordo bellissimo.

Da dove arriva il nome del tuo blog?
Da Zelda Fitzgerald e da un pensiero che ho sulla vita e le passioni che le danno un senso. Zelda era una donna bellissima e un’artista poliedrica, qualsiasi cosa in cui s’impegnasse le riusciva magnificamente. Fu ballerina, pittrice, scrittrice. Purtroppo, il suo ruolo sociale di moglie e madre e una malattia mentale sempre più invalidante, la costrinsero a esprimere timide percentuali del genio che covava dentro. Ora, Arianna, io credo che l’evidenza non potrà mai limitare il nostro diritto al sogno, perché siamo nati con un disegno molto più prossimo al divino di quanto si possa pensare. Zelda fu quello che desiderava, ancora prima di realizzarlo, e lottò per determinarsi, al di là dei limiti imposti dalla sua biografia. Per me, lei e tutte le persone che sono mosse da un sogno, sono e saranno sempre quello che la loro anima suggerisce. Zelda, per esempio, fu una scrittrice.

Dicci in poche parole chi sei e perché hai iniziato…
Mi chiamo Camilla, sono una giornalista trentenne di Milano e scrivo da prima di nascere. Il mio blog è nato circa due anni fa circa per un grande desiderio di scrittura pubblica. Tutto questo, però, è arrivato dopo un lungo periodo speso a divorare blog tra loro diversi. Non ho mai avuto preclusioni sulla loro provenienza: sono stata lettrice appassionata di blog super minimali e altamente scandinavi o di espressioni infiocchiettate e cerbiattinose di casalinghe americane.

Chi è la scrittrice del tuo blog?
Sono io. Pure troppo scrittrice, come noti. Poi però ci sono i miei preziosi guest-blogger che, totalmente legati all’ispirazione del momento, lasciando qualche perla di bellezza dalle mie parti.

La tua web routine mattiniera inizia da…
Dalla colazione. Tutti dovrebbero avere una colazione da fotografare per iniziare la giornata. Che si contenda la bontà con la bellezza. In tazze colorate e servizi spaiati. Con un fiore o una miniatura delle Tour Eiffel verde acido. Ogni mattina dunque preparo la colazione, la fotografo, la pubblico su instagram e la consumo. Prendo il resto della giornata con spirito solo se il rito si è consumato. Ognuno ha le sue perversioni, tu perdonami se puoi.
Un mondo senza blog sarebbe?
Impossibile. Non si chiamerebbero blog, ma esisterebbero di certo. Sono pronta a scommetterci una colazione! Uno dei valori del web è quello di avere incrementato un flusso continuo ed energico di condivisione. L’altro è quello di averlo reso prossimo a tutti noi, nonostante le distanze e i giorni che ti mangiano via la pelle. Questo bisogno così galvanizzante e tenero di portare gli altri ai propri tentativi di sorriso quotidiano non smette di emozionarmi.

E uno senza internet?
Si tratta di un’ipotesi nello stile di “Ai confini della realtà”, hai presente? Era una serie americana anni ’60 che raccontava di vite assolutamente normali, sconvolte da incursioni stranianti e terrorizzanti dell’Ignoto. Alcune volte era paradossale, come nell’episodio in cui un signore resta l’unico uomo sulla faccia della Terra. La cosa non lo sconvolge più di tanto perché pensa che finalmente potrà leggere in santa pace. Peccato che ad un tratto gli si rompano gli occhiali e che lui abbia pochissimi diottrie… Ecco, penso che un mondo senza web sarebbe così: come un paio di occhiali che ti si rompono quando finalmente puoi metterti a leggere.

Twitter. Una colossale perdita di tempo o nuovo orizzonte comunicativo?Tutto quello che caratterizza il nuovo modo di comunicare ha valori importantissimi di diffusione e condivisione. Il tutto sta nel trattare i mezzi con senno e proporzione. La vita è ovviamente altro. La vita è tatto, schiaffo, carezza, sapore e odore… ma non continuo, perché potrei scriverci una Treccani.
In Italia, se dico blog dico…Innumerevoli tentativi di sorriso e colore. Manca forse ancora una certa educazione al rispetto della fonte da cui si traggono foto e ispirazioni varie. Credo che dipenda dal fatto che ci è sempre stato insegnato a coltivare “il nostro orto” con riservatezza, perché un qualunque frutto nato sarebbe stato solo nostro. La verità è che più braccia coltivano meglio e che i frutti che ne nascono sono la fortuna di tutti. E infine… non esiste miglior possesso della libertà che dai agli altri di tornare da te.

Web e moda: Odio o amore?Devo dire che Etsy mi ha rimessa in bolla. Guardo, osservo, ohhheggio. Ma poi compro solo se tocco. Il mio spacciatore di abiti semi-vintage Said, il vintage serio della mia amica Cecilia di 20134Lambrate, le produzioni così delicate e femminili di Justine delle Funky Mamas: ecco i miei sogni di eleganza! Amo il contatto fisico con il capo, la ricerca, il sentirmi vincitrice di un mega affarone, l’indossare un abito che intreccia sogno, storia e fantasia. Però. Però. Tempo fa ho scoperto sul web le L’F, le scarpe di Licia Florio. Bene, quale pulsante devo accendere?? Io LE VOGLIO!

Acquisti on line ? (se si ultimo acquisto fatto)Ho preso una bellissima illustrazione dell’artista australiana Tabitha Emma. Raffigura una macchina da scrivere azzurra con sopra un uccellino. Ora la descrizione fa cariare i denti ma l’illustrazione merita, quindi tutti da Tabitha (www.tabithaemma.com)!!

Se la tua vita fosse un sito web chi saresti?Parte della mia vita è già un sito web, direi che potrei shakerarmi con Le Funky Mamas (www.lefunkymamas.com) e ne verrebbe fuori un cocktail esplosivo!

Che telefono usi?
Un iPhone di seconda mano. Senza connessione. All’inizio era una scelta etica :DDD, per non farmi fagocitare dal web, soprattutto nelle mie passeggiate disintossicanti. Adesso mi sembra ridicolo… E come dire che non togli i cellophane dal divano nuovo.

Dentro la borsa sempre…Il mio disinfettante per mani di Victoria’s Secret. Me l’ha portato un amico da New York, tempo fa. Inizialmente lo usavo con una parsimonia tale che avrei potuto disinfettare le mani di uno gnomo… Essendo alta 1.80, capirai che le mie mani ne richiedono grandi quantità. Ora lo uso smodatamente, convinta che non appena sarà finito correrò a comprarmelo io.

Bianco o Nero?
Dopo la mia stagione di nero totale (aprivi il cassetto e ti pareva fosse in corso il funerale di mutande e calzini…), ora dico: COLORE!

Oggi mi sento…Felice e ispirata. Molte cose potrebbero migliorare ma, da quando mi sono scoperta sinceramente innamorata delle persone, ne stanno arrivando di bellissime.


Fai tu una domanda ad Arianna di Privalia…
Arianna, mi vuoi bene anche se parlo troppo? Rispondi con garbo ché sono una sensibilona….

Cara Camilla, la mia risposta e’ si…quando ho scoperto il tuo blog mi ricordo di aver pensato: “finalmente un posto dove si parla, e dove si puo’ leggere”

Grazie per essere cosi’ divinamente prolissa.

Arianna

 

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